Il metallo è un materiale che può vivere infinite volte, se riciclato correttamente. In questo processo, il ruolo di aziende come Zato è fondamentale: da oltre 25 anni, l’azienda progetta e realizza impianti per il recupero dei metalli, contribuendo alla riduzione degli sprechi e alla promozione dell’economia circolare su scala globale.

Accanto alla sua attività industriale, altamente specializzata nella progettazione di impianti per il recupero dei metalli, Zato ha scelto di integrare nella propria visione strategica anche un impegno consapevole in ambito ESG.

La collaborazione con Saving Bees nasce proprio da questa sensibilità: un’azione concreta, formalizzata con l’adozione di un’arnia, che si inserisce in un percorso più ampio volto a generare impatti positivi anche sul piano ambientale e sociale. Il progetto si fonda sulla creazione di una rete di Oasi Apistiche distribuite in tutta Italia, a tutela della biodiversità e della salute degli ecosistemi.

Abbiamo parlato con Alessandra Bresciani, ESG Manager di Zato, per approfondire il percorso di sostenibilità dell’azienda e scoprire come è nata la collaborazione con Saving Bees.

1) Di cosa si occupa Zato?

Zato è un’azienda attiva da oltre 25 anni nella progettazione e produzione di impianti per il recupero dei metalli, sia ferrosi che non ferrosi. I nostri sistemi sono pensati per favorire il riciclo e la reimmissione delle materie prime nel ciclo produttivo. Operiamo nel pieno dell’economia circolare, con una presenza consolidata a livello internazionale: oltre alla sede italiana, abbiamo una filiale negli Stati Uniti e una rete commerciale estesa a numerosi mercati esteri.

2) Come è nata la collaborazione con Saving Bees?

Il progetto è stato selezionato nell’ambito del nostro percorso ESG, che portiamo avanti con continuità e visione a lungo termine. Da anni redigiamo il bilancio di sostenibilità e lavoriamo con obiettivi misurabili in tutti gli ambiti aziendali. Tra i temi emersi con maggiore frequenza nei nostri gruppi di lavoro c’era la biodiversità, su cui volevamo attivarci in modo concreto. L’incontro con Matteo e Saving Bees ci ha convinti subito: la loro visione si sposa perfettamente con la nostra volontà di contribuire al benessere degli ecosistemi locali. Da lì, l’adozione di un’arnia è stata una scelta naturale, inserita nel piano ESG aziendale.

3) Avete attivato altre iniziative legate alla responsabilità sociale?

Sì. Anche al di fuori del tema ambientale, Zato è da tempo impegnata nel sostegno alla comunità locale. Supportiamo attività sportive giovanili e collaboriamo con la Protezione Civile, rispondendo alle esigenze più urgenti del territorio. Crediamo che responsabilità sociale significhi anche essere presenti in modo concreto, dove e quando serve.

4) Che cosa significa per voi sostenibilità?

Per noi sostenibilità non è mai stata solo un adempimento normativo, ma un percorso strutturato di crescita e miglioramento. Il bilancio di sostenibilità è uno strumento operativo con cui analizziamo i temi materiali e fissiamo obiettivi chiari nei diversi ambiti aziendali: governance, ambiente, welfare, filiera. Anche nel nostro piano welfare, uno dei quattro obiettivi annuali è sempre legato alla sostenibilità, a dimostrazione di quanto questo approccio sia integrato nella cultura aziendale.

5) Qual è il valore che vede in questo progetto per i vostri stakeholder?

Crediamo che la collaborazione con Saving Bees abbia un valore ispirazionale oltre che ambientale. Il progetto è concreto, misurabile, comunicabile e rappresenta un esempio positivo che speriamo possa generare un effetto moltiplicatore. I nostri stakeholder – interni ed esterni – apprezzano molto iniziative come questa: trasmettono autenticità e senso di responsabilità. Per questo crediamo valga la pena raccontarle e condividerle.